Tu chiamale, se vuoi, emozioni

“Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali: devo distruggere l’immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L’artista non esiste. Esiste la sua arte.”

(Lucio Battisti,1979)


Fu la sua ultima intervista. Oggi avrebbe compiuto 76 anni.

Caro Lucio, quante cose sono cambiate da allora. I musicisti, o quelli che si definiscono tali, sai… Oggi amano i social. Non guardano più il loro pubblico (piccolo o grande che sia) negli occhi ma attraverso uno smartphone. Osservano i picchi di share in base ai like ricevuti. E non per una canzone, magari semplicemente strimpellata in acustico davanti a un pc, ma per il loro bel visino da esporre che, pare, valga più delle loro parole. Son cambiate tante cose da allora, Lucio. Altro che scomparire. Qui è una eterna gara a chi appare di più, con la posa più “acchiappalike” di tutti.

Caro Lucio, ci manchi. Ci manca, il senso del voler fare musica perché si ha davvero qualcosa da dire, da comunicare. Qualcosa che parte principalmente da se stessi e che si vuole sprigionare fuori. Gli animi sensibili dove sono andati a finire? Dove è andata a finire quella timidezza tipica della paura di far uscire parte di se stessi davanti degli sconosciuti? No, caro Lucio. Qui la regola fondamentale è il marketing. Il musicista è diventato un prodotto da supermercato. Finché c’è richiesta e la gente si affretta a comprarlo, è bene. Non appena quel prodotto non soddisfa più, ecco che vedi delle ipocrite “reunion” o le cosiddette formazioni di “superband” come le offerte che si trovano al supermercato del “paghi 2 e prendi 3”. Ma anche quattro, cinque…

Caro Lucio, beati i tempi in cui si aveva vergogna di mostrarsi anche quando l’arte urlava dentro. Oggi ci si mostra anche soltanto per dire di “esserci” ma senza alcun reale motivo. L’inutilità ha preso il posto della dignità. Si Lucio, ci manchi.

 

Se doveste pensare a un brano di Battisti che vi abbia salvato almeno una volta nella vita, a quale pensereste?
Rocktelling, uno ce l’avrebbe ed è questo:

 

 

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