A Morte l’Amore

Non Solo Moda, segna il ritorno degli A Morte l’Amore. Il disco è uscito l’11 ottobre per Goodfellas Records.

“A Morte l’Amore è bivalenza: uno slogan cruento e al contempo un romantico auspicio: lunga vita all’amore, ma a morte l’abuso del termine che se ne fa”. Questa è la definizione che dà di sé la band.

Il trio Italo Disco-Punk esordisce nel 2016 con l’album omonimo “A Morte l’Amore”. Il gruppo gioca con le sonorità rock, miste a “disco ’70”, illudendo l’ascoltatore di una strana voglia di vivere che non c’è. E si diverte poi, con le parole, a smitizzare l’amore, a ironizzarne la parte melensa sostituendola con un sano cinismo, solo per ricordare che nulla è per sempre. E che si mente. Soprattutto in amore.

Sotto l’etichetta Goodfellas Records, il primo disco ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica. Un disco che lascia piacevolmente spiazzati. Perché confonde l’ascoltatore tra la sensualità vocale, i testi critici e talvolta sadici, e poi un groove da festa privata con alcolici. Insomma, da avere assolutamente!

“A Morte l’Amore”, 25 marzo 2016 – Goodfellas Records

“Non solo moda”, 11 ottobre 2019 – Goodfellas Records

“Non solo Moda” è arrivato a tre anni di distanza dal primo disco, con una nuova veste. Non più “disco punk” ma suoni più simili all’elletro-pop. Un disco studiato nei minimi dettagli per dare una immagine della band ancor più moderna e di tendenza. Ne sono dimostrazione i singoli “Io Me Me stesso”, “Amanti Diamanti” e poi brani come “Fiori di città”, “Giungla” e “Satelliti” che tengono alta l’attenzione trasportando la mente in una pista da ballo indie.

I testi sono la matrice della band. Gli A Morte l’Amore possono anche cambiare genere ma ciò che li contraddistingue (e per questo li si ama sempre) sono proprio i testi. Profondamente disillusi sul senso del vivere quotidiano ma con tanta ironia e sarcasmo.

Il brano preferito di Rocktelling è questa “indie-ballad” che esprime al meglio la loro unicità.

“Gigli” (Non solo moda, 11 ottobre 2019 – Goodfellas Records)

Leggete questa breve intervista realizzata ai tempi del primo disco. Una ironia sagace – e un po’ nera, se vogliamo – che non dispiace.

Presentatevi.
Innanzitutto ci teniamo a dire che nei nostri brani non c’è alcuna voglia di vivere. Al massimo c’è la voglia di andare a flirtare con la morte. Si, perché noi la morte la immaginiamo come una donna bellissima, dalle gambe molto, molto, lunghe e affusolate.

Da dove nasce l’ispirazione di formare un gruppo come il vostro?
L’ispirazione nasce dal nulla. Siamo amici da sempre, uscivamo la sera insieme e poi non avevamo nulla di meglio da fare, così ci siam detti: “Perché non fare una band?”. Avremmo messo le nostre idee inutili in un disco e risparmiato parecchio sugli alcolici!

Avete ricevuto finora ottime recensioni dalle redazioni di settore, vi rispecchiate nella loro valutazione?
In parte. Nel senso che non ce l’aspettavamo, perché son più positive di quanto immaginassimo. Però, se fossero state negative, non ci saremmo rispecchiati affatto!

Quali sono le vostre passioni?
Le donne, i motori e il calcio. No, scherziamo, solo le donne.

Altro da aggiungere?
Si. Stiamo lavorando al nuovo disco. Per ora l’unica certezza che abbiamo è che uscirà il 14 febbraio, il giorno di San Valentino. Di quale anno, però non si sa.

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