C.S.I. : A long time ago

Correva l’anno 2013 e…

GLI EX C.S.I. LIVE A TARANTO
Atmosfere lisergiche come se il tempo si fosse fermato a quel lontano 1982

Luci blu e una tastiera che suona una litania che esplode con le parole “Come fare, non fare, quando, dove, perché! E ricordando che tutto va come va, ma non va, non va, non va, non va…”. Il pubblico, come un coro in preghiera accoglie il gruppo e da quel momento in poi, inizia il viaggio sensoriale.
Brani come Unità di Produzione, Forma e Sostanza, Fuochi nella Notte, Irata, Cupe Vampe…; passando ai CCCP con Annarella, in una versione dolce: solo voce, chitarra e tastiera; e finendo con Emilia Paranoica in cui l’urlo della voce ha scatenato il boato della gente che ha iniziato a dimenarsi fregandosene del resto del mondo.
Angela Baraldi alla voce, seguita da Giorgio Canali e Massimo Zamboni alle chitarre, Francesco Magnelli alla tastiera e Gianni Maroccolo al basso, tutti accompagnati dal supporter Simone Filippi (Ustmamò) alla batteria.
Cinquantenni, con un trentennio di storia musicale alle spalle, negli anni ’80 hanno traghettato in Italia tendenze musicali come la New Wave e il Punk e fatto da nave scuola a decine di gruppi italiani. Nomi come Punkreas, Marlene Kuntz e Linea 77, devono a loro parte del successo.
Oggi, riuniti nel tour “Ciò che non deve accadere accade- nessuna garanzia per nessuno” gli ex C.S.I. vogliono riproporre i loro brani più significativi, sin dagli esordi.
“Nato quasi come un gioco – spiega Angela Baraldi – doveva essere un’unica data, invece ci siamo ritrovati a programmare una vera e propria tournè”. La cantante ha raccontato come è nata la collaborazione con i membri dei C.S.I.

“E’ iniziato tutto nel gennaio 2011 quando il regista di teatro, Andrea Adriatico, chiese a me e Massimo di preparare una canzone per un documentario sull’Aids che si chiamava “+ o – Il sesso confuso”. Poi Adriatico ci propose di fare un concerto insieme e da lì, l’idea di Massimo di portare i pezzi dei CCCP live. Io ero molto entusiasta dell’idea, ed ignari del successo che avremmo avuto in seguito tra i nostri fans, abbiamo deciso di estendere il concerto per più date (Angela Baraldi si riferisce al concerto “30anni di Ortossia” nato da un’idea di Massimo Zamboni, nel quale dal novembre 2012 insieme a Giorgio Canali e Fatur, ripropongono la musica del trentennio CCCP, ndr)”.

Mentre, la performance tarantina dello scorso 14 dicembre, sotto il tendone del Villanova, pare non abbia risentito della mancanza del carismatico Giovanni Lindo Ferretti e della cantante Ginevra Di Marco.
Rocktelling ha chiesto a Francesco Magnelli, storico tastierista dei Litfiba e poi dei C.S.I., se ci fossero delle motivazioni specifiche per la loro assenza.

“Non c’è una motivazione precisa. Da un po’ di tempo, Ferretti sta suonando in pubblico il repertorio dei CSI con gli Ustmamò ed è anche impegnato a scrivere libri. Ginevra sta presentando insieme a me, l’album “Stazioni Lunari” e lo spettacolo “L’anima della Terra vista dalle Stelle”, interpretato insieme all’astrofisica Marherita Hach. Ma ciò non preclude la sua partecipazione al tour con qualche pezzo.
Per questo motivo non si può parlare di reunion in quanto mancano due elementi fondamentali del gruppo. Ma, nonostante i vari progetti musicali intrapresi singolarmente e gli anni già trascorsi, c’era la voglia di suonare insieme come una volta.
Così ci siamo ritrovati io, Gianni Maroccolo e Massimo Zamboni a lavorare per la colonna sonora di una riedizione del Fantasma dell’Opera che avevo sonorizzato nel 1993 con Ginevra Di Marco. Nel frattempo Zamboni stava suonando con il tour “30anni di Ortodossia” insieme ad Angela Baraldi e a quel punto abbiamo pensato di provare a rimettere su anche il nostro repertorio con l’idea di divertirci. Siamo ripartiti a settembre e non ci siamo più fermati!”.

Come tastierista storico dei Litfiba, non si poteva fare a meno di chiedergli cosa ricordasse del lontano 1987 in cui ci fu la tappa tarantina del gruppo fiorentino. Per Taranto fu un concerto indimenticabile in quanto in quegli anni si svolgevano i primi concerti con artisti importanti della scena musicale indipendente.

“Fu una bella esperienza! C’era un ragazzo che aveva un negozio di dischi in città ed organizzava concerti rock per cui, oltre ai Litfiba ricordo che vennero anche i Moda, ingaggiati sempre dallo stesso che faceva ascoltare ai giovani quella nuova ondata di rock italiano. Taranto mi è sempre sembrata attenta alle nuove tendenze musicali e capace di accogliere i musicisti per diffondere e condividere le curiosità discografiche anche con chi è poco intenditore”.

I C.S.I. sono noti anche per aver fondato il Consorzio Produttori Indipendenti e per aver scoperto talenti come i Marlene Kuntz ed altri. A tal proposito, Rocktelling ha chiesto a Giorgio Canali se oggi ci siano artisti interessanti per cui produrre qualcosa.

“Sinceramente, le cose che sento in giro mi interessano poco. Io di solito, produco solo ed esclusivamente progetti dei miei amici. L’importante è il rapporto umano. La musica mi interessa relativamente. Mi interessano le parole e se qualche prodotto a cui ho collaborato abbia avuto un po’ di fortuna, non è stato di certo perché sia bravo io ma perché la roba valeva”.

Con i C.S.I. non si parla solo di reunion ma anche di progetti musicali all’avanguardia. VDB23 è il nome dell’ultimo lavoro portato a termine da Gianni Maroccolo. Sta per “Via de Bardi” dove c’era la storica sala prove dei Litfiba, il punto da cui partì tutto.
L’opera comprende CD, LP, DVD e un libro fotografico dove si racconta la carriera dell’artista. Nessuna carta patinata o eccessiva plastica ma copertine lavorate a mano con titoli timbrati e firmati. La vendita si è effettuata a fine 2012 creando una specie di asta sulla piattaforma www.musicraiser.com in cui ognuno, nell’arco massimo di due mesi, avrebbe potuto fare una donazione e scegliere il suo prodotto esclusivo ed originale.

Rocktelling ha chiesto a Maroccolo quanto possa essere importante questo nuovo modo di fare musica e se possa diventare un punto di svolta della produzione musicale.

“E’ una alternativa. Una di quelle possibili, usando il metodo artigianale, saltando la filiera produttiva per interfacciarsi direttamente con chi apprezza la nostra musica. Siamo partiti da un contributo minimo di €9.000 ma per coprire i costi ne servivano molti di più. Fortunatamente in molti ci hanno sostenuto. Certo, non ci sono stati degli utili, però abbiamo fatto contente un migliaio di persone, noi che l’abbiamo fatto e loro che avranno un pezzo unico, da collezione”.

Ha collaborato al progetto anche il cantautore Claudio Rocchi, purtroppo scomparso lo scorso 18 giugno. Era inevitabile chiedere che ricordo avesse dell’artista.

Io e Claudio ci conoscevamo da tre anni. E’ stata un’amicizia unica. Eravamo diventati più che fratelli. Non riesco a raccontare aneddoti particolari. Si tratta della sfera privata e mi fa male pensarci ora, ci tengo a tutelarla. Posso solo dire che è durato tutto troppo poco”.

Una mini gallery del concerto (http://www.rocktelling.com/?p=63)

 

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