I Quadrophenix e la loro insolita quarantena tanguera

Le canzoni ai tempi del Coronavirus. Potrebbe essere il titolo di un futuro LP che raccoglie tutta la musica di questi pazzi tempi. A lui si sono ispirati in tanti. Bono Vox, Michael Stipe, Bob Dylan. In Italia musicisti come Pooh e Negramaro. E secondo voi potevano mancare i Quadrophenix?

ll tono non è derisorio, anzi. Questi quattro fantasiosi musicanti cabarettisti non hanno perso occasione di dire la loro, anche in questa circostanza drammatica, regalando un video musicale che racconta la situazione esilarante del vivere in casa in quarantena.

L’ idea nasce a marzo 2020 quando i Quadrophenix decidono di rispondere alla #quarantenasongchallenge1, indetta dalla Sottotetto Records di Milano presentando il “Tango in quarantena”. Guardatelo! 

Ma i Quadrophenix non sono nati ieri. Ecco i punti salienti della loro biografia estrapolata dall’account Facebook ufficiale:

Nati a Taranto nel 2006, il loro sound è caratterizzato da sfumature tipiche del rock britannico anni ’60, ben dosate con testi in italiano spiccatamente ironici ed irriverenti. Nel 2012 completano le registrazioni del loro album d’esordio “Paraponzi“, comprendente 11 brani originali. Nello stesso anno partecipano al programma “La grande onda“, diretto da Red Ronnie; nei mesi successivi vengono selezionati fra oltre 2000 artisti da una giuria capitanata da Mara Maionchi, rientrando fra i 12 finalisti dell’edizione 2012 del “Festival Show Tour“. In questa occasione dividono il palco con artisti come Michele Zarrillo, Mariella Nava, Matia Bazar.
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E il brano “Il pomo dell’amor” viene, per l’occasione, riarrangiato dal M° Diego Basso (tra i più famosi direttori d’orchestra al Festival di Sanremo, giusto per intenderci, n.d.a.) ed eseguito insieme alla sua orchestra.
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Negli anni successivi continuano a tenere concerti, scrivere canzoni e partecipare a festival e concorsi: nel 2014 vincono il primo premio per la categoria cantautori al “Bitetto Arts Festival” e il “Notte Rock” di Villa Castelli; nel 2015 pubblicano il singolo “Canzone di Natale“; il 17 Luglio 2016 aprono con la loro musica lo spettacolo dei cabarettisti Paolo Migone e Sergio Sgrilli al “Giuseppe Manco Open Theatre”.
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Nel 2019 pubblicano il singolo estivo “Mai Più” e il loro album “Paraponzi”. Hanno nel cassetto un secondo album già completato, e nella testa molte idee per il terzo!
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Segue una divertente intervista del 2017, quando i 4 di Liverp… ehm.. di Taranto, erano alle prese con le prove per l’esibizione che avrebbero fatto, di li a poco, al Taranto Rock Festival. Ecco a voi!

 

QUESTA NON E’ UNA INTERVISTA SERIA. TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI MUSONI.

Conoscete i Quadrophenix? Ve li presento.

Quattro musicisti scanzonati che fanno musica divertente in stile “beat generation”. Hanno all’attivo un album, “Paraponzi” pubblicato nel 2014 (e già il titolo vi dovrebbe far capire lo spirito d’ironia del gruppo), una autoproduzione di undici tracce che vi farà ballare e ridere allo stesso tempo, o in momenti diversi. Scegliete voi.
La band è composta da: Alessandro De Vincentiis (voce e chitarra ritmica), Valerio Gentile (chitarra solista), Fabio Nardelli (basso) e Marco Nigri (batteria).

Per l’occasione, mi ha concesso l’onore di intervistarlo, Alessandro De Vincentiis, cantante e cantautore, nonché – come si definisce sarcasticamente – genio ribelle e incontrastato della band.

Ora che il vostro album è stato pubblicato, cos’altro pensate di fare per soddisfare i vostri fans?

Ciao amici di Virgin Radio! Innanzitutto, precisiamo che il nostro album, “Paraponzi”, non è stato ancora pubblicato ufficialmente. Non abbiamo mai trovato una etichetta discografica che rispondesse in pieno a quelle che erano le nostre esigenze artistiche. Per soddisfare i nostri fans, tendiamo a non fare nulla. Non perché siamo svogliati, ma semplicemente perché abbiamo il brutto vizio di essere sempre noi stessi. Ed essendo noi stessi dei gran burloni, diciamo che la maggior parte delle volte, i suddetti nostri fans, rimangono soddisfatti. Per quanto riguarda la questione della scrittura, mettiamo subito in chiaro una cosa: nessuno si è mai fidanzato con una donna barbuta di nome Alfredo!

Avete grande ironia e ritmo beat-rock che non annoia affatto. È tutto frutto della vostra immaginazione o sono storie tratte da vita vera? Ad esempio, “Il Pomo dell’Amor”?

La storia raccontata ne “Il pomo dell’amor” non è realmente accaduta. Per scriverla, presi spunto dal fidanzamento di un mio amico. Quest’ultimo aveva un carattere un po’ scontroso, e non mi era mai capitato di vederlo nei panni di “fidanzatino”. Se non che, un bel giorno, questo mio amico si presenta da me con una ragazza molto bella, simpatica e solare… Ovvero, tutto il suo opposto! La cosa mi colpì molto, e mi dissi: “C’è qualcosa che non va…i conti non tornano…vuoi vedere che alla fine si scopre che è un uomo?!”. Il giorno stesso, mi trovai in bagno con la chitarra e, mentre facevo la cacca (questa è una storia vera), scrissi in 15 minuti “Il pomo dell’Amor”.

Solitamente c’è qualcuno che dirige o ognuno inventa qualcosa?

Di solito sono io (Alessandro) a scrivere le canzoni. Mi occupo di buttar giù le parole e gli accordi, ma solo se sono pervaso da una irrefrenabile ed ingovernabile ispirazione. La maggior parte delle volte, le canzoni si lasciano scrivere abbastanza serenamente e, se l’ispirazione non c’è, allora medito il suicidio ed incomincio a commiserare la mia grama ed arida vita. Fortunatamente, è raro che impieghi molto tempo, affinché una canzone sia completa. Poi la faccio passare al vaglio dei miei “compari”. Ognuno dice la sua e dà i suggerimenti del caso. Dopodiché, se c’è da sistemare qualcosa, si lavora insieme, passando quindi, all’arrangiamento vero e proprio. Uno speciale merito va dato a Valerio. Riesce sempre a tramutare in musica pentagrammata ed organizzata, tutti i nostri inesprimibili capricci sonici.

Avete mai pensato di proporvi ad un talent show?

Noi non crediamo più alla politica, agli applausometri, alla fatina dei denti e ai talent show. Mi ricollego ad un concetto espresso poche righe fa: a noi piace essere noi stessi. Non pensiamo che, nei vari talent che si vedono in giro, gli artisti siano realmente lasciati liberi di esprimersi a loro piacimento. Ragion per cui, preferiamo scrivere, arrangiare e registrare la nostra musica, senza dover seguire le imposizioni di nessuno. Se poi, un giorno, capiterà di trovare qualcuno a cui piaccia il nostro lavoro, e che possa farci crescere professionalmente, saremo felicissimi di intraprendere la via del successo planetario. Ma fino a quel giorno, siamo sereni nel fare quello che più amiamo fare: essere gli amichevoli Quadrophenix di quartiere!

THE END

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