Il Sogno di Rubik

Di orientamento progressive rock, la band Il Sogno di Rubik, è attualmente impegnata nella registrazione del primo concept album. Il sogno di Rubik sono: Mimmo Delia (vocals, lyrics) e Francesco Festinante (guitars, bass, midi programming).

E’ come sentire i King Crimson, suonati dai King Crimson totalmente “fatti” sul palco. Una versione alterata dell’allucinazione stessa. Insomma, un viaggio onirico a tutti gli effetti, quello che ci vogliono proporre Il Sogno di Rubik. E ci riescono alla grande!

Intanto ascoltateli in “Tango“, brano dei Litfiba incluso nel disco tributo alla band fiorentina, per il trentennale dall’uscita di “17 Re“.

Da dove prendete ispirazione?
Dal mondo onirico. All’interno dello stesso pezzo, abbiamo diverse atmosfere. Ognuno ne racchiude una storia, suddivisa in tre parti: c’è un inizio, uno svolgimento e poi un finale.

L’associazione a Rubik, è in riferimento al genio che ha creato il cubo, e da cui ha preso nome il gioco. Abbiamo pensato che la musica potesse essere la risoluzione all’enigma. Il meccanismo celato dietro al cubo lo conosciamo.

Ma il sogno di Rubik, dietro quell’invenzione, quale potrebbe essere?
Ecco, la nostra musica è una possibile risposta.

Come si è formata la band?
Io e Francesco, che è il compositore musicale, ci conosciamo da quando eravamo ragazzini. Un giorno, mi ha fatto ascoltare la parte strumentale dei brani, e mi ha chiesto di completarli con la mia voce e creando la stesura dei testi.

A quando l’uscita dell’album?
Mancano le registrazioni degli ultimi due brani. Ce li abbiamo già in testa: linee vocali, testi e musica. E’, più che altro, una questione logistica, ovvero i tempi di registrazione. Ci sono, però, grandi possibilità che entro la fine dell’anno, il disco possa uscire.

Come sarà?
L’idea di fondo è un concept album dal tema onirico. L’idea di una entità, rappresentata da un labirinto, e del viaggio di persone, all’interno di esso, che hanno diverse prove a cui sottoporsi. Ogni persona rappresenta una sfaccettatura e una personalità diversa “dall’io” principale.
Perché, al di fuori della nostra comfort-zone, avviene sempre qualcosa di inaspettato a cui dobbiamo reagire, in maniera diversa dal solito. Ed è fantastico. Ciò permette di scoprire lati del nostro carattere, della nostra essenza e personalità, che non conosciamo fino in fondo o che, addirittura, neanche pensiamo di avere.

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