La rivincita di Bugo

Finalmente si torna a parlare di Bugo. Non so se ci fosse stato bisogno di una vicenda, come quella sanremese, a destare il sonno dei soliti ben pensanti ma è stato un bene che sia successo perché finalmente Bugo è tornato alla ribalta. Ma sia chiaro, è tornato alla ribalta in Tv, perché nel panorama della musica alternativa italiana è sempre esistito ed apprezzato.

Gli esordi di Bugo (Dal lofai al cisei, 2002 – Universal Records)

Ormai in tv passa il messaggio di un Bugo ragazzo inesperto, timido e sprovveduto. Ragazzo? Ha quasi 50 anni quanto Morgan e gli stessi anni di esperienza, su per giù. Poi si sente dire: “Certo, Bugo ha avuto esperienza nei club, non ha mai aperto concerti negli stadi”. Perchè i Bluvertigo, si? E via via discorrendo in questa danza dell’ignoranza. Questo perché Morgan, con il suo testo alterato di “Sincero”, fa passare Bugo, definito suo caro amico da più di 10 anni, per uno che si deve prostrare ai suoi piedi dopo aver accettato la collaborazione con lui. Ma di che stiamo parlando? Bugo e i Bluvertigo vengono dallo stesso periodo di sperimentazione anni ’90 del filone alternative/rock insieme ad Afterhours, Marlene Kuntz e Verdena – giusto per citare i più famosi. Nessuno è migliore dell’altro (gusti permettendo).

Ggeell (Sguardo contemporaneo, 2006 – Universal Records)

Morgan ha dalla sua parte il fatto che si sia quasi diplomato al conservatorio – caratteristica che in tv lo fa diventare un genio ribelle – e che conosca i classici della musica italiana – suonarli al pianoforte poi, fa di lui praticamente un maestro indiscusso! Poi metteteci il look da dandy esaltato, supponente, egocentrico ma anche un po’ scherzoso, ed il cocktail è fatto. E vai di ospitate in tv e conduzioni di talent. Ma… in tutto questo, la musica? No, dico… la sua musica? A parte qualche pezzo famoso dei Bluvertigo e il suo celebre brano solista “Altrove”, che ne è rimasto di tutta la sua folgorante creatività e genialità che tanto vanta?

Per carità, ho apprezzato il percorso dei Bluvertigo, mai corrotto dalle tendenze della moda musicale, sempre sopra le righe e mai scontato, sotto ogni aspetto. Ma da questo a dire che Bugo non è nessuno, non ci sto! E Morgan da solista, poi… Sono più le cover che fa in pubblico che i pezzi suoi. Ha talento, è vero. E sarei la prima ad apprezzare un ritorno di Morgan sulle scene con brani inediti di valore. Ma non si può scambiare la notorietà televisiva con la bravura di un artista. Mettere a paragone due musicisti che vengono dallo stesso percorso musicale -fuori dagli schemi e precursori di nuove mode – facendo passare il messaggio televisivo che uno sia più famoso dell’altro, quindi migliore di lui, non si può fare. E soprattutto, non è vero.

Bugo nasce musicalmente nel 1999 portando sul mercato della musica italiana un genere rock alternativo fatto di testi sfacciati, semplici e diretti. Un sound sempre ben studiato, poche “nenie” di cui spesso hanno peccato anche gli Afterhours – li cito considerando che per i più, si tratta della band rock alternativa italiana per antonomasia – ma musica creativa, casinista e fancazzista. Ha esordito con tanto di chitarre garage-noise marchiando il genere lo-fi in Italia, quello che in America era capitanato da Beck, giusto per intenderci. Si sente questa influenza nei primi singoli come Ne vale la pena, Casalingo e la più celebrativa Io mi rompo i coglioni. Ma anche Carla è Franca, Ggeell e in Pasta al Burro dove arriva forte la presenza di Beck. E’ stato definito il fantautore degli anni 2000 per la sua capacità di mescolare lo stile cantautorale impegnato alla disillusione moderna.

Il successo elettronico di Bugo – “Nel giro giusto” (Contatti, 2008 – Universal Records)

Bugo è passato anche all’elettronica. Chi non ricorda Nel giro giusto? Per chi non lo conoscesse, è bene che lo ascolti. Un brano che parla in modo chiaramente sarcastico di quanto sia importante stare “nel giro giusto” di conoscenze per avere successo. Quanto si è ballato quel pezzo! Sulla scia elettronica Bugo continua a produrre musica, tra pop cantautorale (un po’ battistiano) e l’indie italiano, sempre tenendo alto il groove. Un brano che resta è “Comunque io voglio te”, una dedica d’amore alla sua “lei” un po’ difficile da gestire.

Comunque io voglio te (Nuovi rimedi per la miopia, 2011 – Universal Records)

Bugo è stato da sempre uno sperimentatore. Anche i video realizzati non sono mai ordinari. E’ un artista a tutto tondo. E’ sempre al passo con le nuove frontiere della comunicazione musicale. Non è arrivato oggi con “Sincero“. Sia chiaro.

Quella di Rocktelling 

Guarda i singoli di Bugo raccolti nella playlist di Rocktelling

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