Nu-Shu

Nu-Shu è il progetto parallelo di Carmine Tundo di “La Municipàl”, creato nel 2013 insieme a Giuseppe Calabrese dei “Jack in the Head”. La band è tornata a scaldarsi con un turbolento singolo noise-rock, dopo un paio d’anni di pausa dalle scene. Ecco J Jade:

Ma andiamo a ritroso per conoscere meglio i Nu-Shu:

Funky Superstar” è stato il singolo di debutto del duo salentino. Un concentrato esaltante di elettronica mista al punk. Poi arriva l’album omonimo nel 2015, dai suoni noise elettrici.

Il disco, cantato interamente in inglese, contiene dieci tracce che spaziano dal blues sciamanico come nel brano di apertura “Mamadù Mama” al rock mescalinico che si estende nei restanti brani pur mantenendo una chiave di lettura moderna. Il tutto condito da una forte componente stoner. Album altamente consigliato.

I ragazzi amano sperimentare. E lo dimostrano con il singolo “Lorelai Jedi”, brano elettro -pop mescolato alla dub, uscito nel 2017 per Discographia Clandestina, l’etichetta indipendente creata dal duo. Il singolo anticipa l’uscita del nuovo disco che stenta ancora ad arrivare. Attendiamo quindi nuovi sviluppi da questa band davvero promettente.

Segue una breve intervista del 2017 fatta a Giuseppe Calabrese, in merito al nuovo progetto che si spera prenderà definitivamente forma.

Intanto gustatevi il primo disco NU-SHU

Puoi svelarci qualche novità sull’album?
L’album in arrivo è abbastanza diverso da quello realizzato due anni fa, sia per la crescita artistica che abbiamo raggiunto in questi anni, che per il riscontro ottenuto, durante i live, con le persone.

Il procedimento di stesura per tutte le canzoni è un concept album, come il primo. E’ avvenuto, bene o male, allo stesso modo del precedente: una jam session, lunga una settimana, nella quale venivano raccolte le idee che scrivevamo sul momento. È una scrittura differente da quella standard, dove programmi la canzone. Non è stesura pop ma è fatta di pancia. È abbastanza incisiva e istintiva.

In questo album abbiamo voluto sperimentare le sensazioni “dub” che abbiamo sempre avuto. Abbiamo mixato quello che eravamo, con ciò che vorremmo provare a diventare, cercando di rimanere sempre noi stessi e non sminuire quello che è stato fatto in passato.

Durante i live, il 70% di quello che avviene, è dettato dal momento e non da quello che viene preparato in sala prove. E credo che sia l’arma vincente di questo duo.

Saranno nove tracce. Il singolo di apertura è Lorelai Jedi, uscito per la Discografia Clandestina, la nostra nuova etichetta. Un marchio che stiamo provando a mandare avanti insieme, in maniera totalmente indipendente. Abbiamo già prodotto Sofia Brunetta e l’intento è quello di creare un collettivo “salentino” per la produzione dei dischi locali.

Se il primo album (NU-SHU) è stato pubblicato per Rivolta Records, questo, sarà ancor di più una sfida perché più indipendente del primo.

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