San Remo, salvaci tu!

Siamo giunti alla settimana sanremese. E come ogni anno non può mancare la solita kermesse di argomenti da salottino per casalinghe annoiate, su quali abiti indosseranno cantanti, ospiti, vallette, donne delle pulizie e via discorrendo. Se questo non bastasse a svilire il contenuto principale del festival, ci sono i soliti scandali che ogni anno cambiano connotazione.

Questo è l’anno della denuncia politico-morale. Dapprima il conduttore ha smosso le acque con la questione immigrati mostrandosi a favore delle politiche di accoglienza (in merito alla Sea Watch) scatenando una insurrezione da parte della direttrice di Rai Uno, Teresa De Santis, che minacciava di cacciarlo dal festival. Dalle ultime indiscrezioni, pare sia l’ultimo festival ad essere condotto da lui. Questo perché non si deve parlare di politica. E Salvini che twitta: «Baglioni mi piace quando canta, non quando parla di immigrazione. I cantanti cantano, i ministri parlano». Come un invito a mantenere un profilo omertoso nei confronti dei problemi dell’Italia. Mi vengono in mente alcune associazioni a delinquere di stampo… Vabbè, lasciamo perdere.

Questa era solo la punta dell’iceberg. Roba da pettegolezzo. Poi arriva la bomba. Premettendo che nessuno crede più che una manifestazione così remunerativa, come quella del festival di Sanremo, circondata da svariati tipi di interessi su più fronti, sia basata sulla vera, pura ed esclusiva premiazione dell’artista meritevole, potrei anche non proseguire più nel discorso. Ma a me, direttamente, ha colpito che questo lato oscuro della medaglia, si sia palesato in maniera “certificata” come se fosse la normalità del jet-set. Uno schiaffo in faccia, per chi ancora crede che le selezioni siano fatte sulla base di reali proposte spontanee, da parte degli artisti.

Vengo al punto. Della vicenda se n’è parlato ampiamente sul sito di Roberto D’Agostino www.dagospia.com a cui ha fatto seguito Striscia La notizia (non c’è bisogno di dire che siano chiari i motivi per cui se ne parli sulla rete della concorrenza).

Si tratta dell’affaire Baglioni-Salzano-Sanremo. Come è spiegato sul sito, D’Agostino afferma che: «Il conflitto d’interessi c’è ed è lampante. Tant’è vero che, nel 2011, Gianni Morandi rifiutò di fare il direttore artistico dicendo che c’era una clausola sul contratto che diceva in maniera esplicita che chi sceglieva le canzoni, cioè il direttore artistico, non poteva appartenere a una casa discografica. Questa clausola improvvisamente scompare nell’anno 2017 quando si palesa la silhouette di Claudio Baglioni. E quindi si ha il via libera e il conflitto di interessi non esiste più».

E continua: «Il peccato originale di tutta questa faccenda è che la più grande trasmissione Rai, cioè il Festival di Sanremo, sia stata appaltata dal 2000 in poi a estranei. Il Festival di Sanremo Rai non esiste più. Prima era il Festival di Ballandi, poi diventa il Festival di Gianmarco Mazzi con Lucio Presta e infine abbiamo l’epoca del Festival di Salzano che ha creato una holding legata al prodotto musicale con discografia, concerti, management, tv, radio, ecc. Tutto questo è sotto il grande cappello chiamato Friends & Partners. A quel punto c’è un monopolio totale».

Quindi in sostanza, il conduttore Baglioni, appartenendo alla scuderia di Ferdinando Salzano, farà scelte e selezioni mirate a favorire l’azienda che gli dà da vivere, una volta uscito da Sanremo.

Non a caso, sono stati esclusi dalla selezione, Pierdavide Carone con i Dear Jack, appartenenti alla scuderia avversaria, ovvero quella del presidente di RTL, Lorenzo Suraci.

«Suraci e Salzano erano soci. Poi, con la nascita del polo radiofonico di Mediaset, c’è stata la rottura, pare abbastanza cruenta, tra i due. Salzano ha portato via a Suraci i Modà e i The Kolors. A quel punto, anche i poveri Carone e Dear Jack finiscono fuori».

Per avere tutto questo vento in poppa, pare che Salzano abbia anche la benedizione dei politici. «Quando Baglioni, in conferenza stampa, attacca Salvini sulla questione dei migranti, Salzano si precipita da lui e gli dice: chiamalo subito e rimettiamo le cose in pace perché se andiamo avanti con questa polemica, cos’avremo in futuro? Addio Sanremo, torneremo ai concertini…» – riporta D’Agostino.

Suraci non starà di certo con le mani in mano. Avrebbe intenzione di adire per vie legali in merito all’esclusione del brano “Caramelle” di Pierdavide Carone & Dear Jack impegnandosi, in accordo con Artist First (società di distribuzione discografica) e attraverso Rtl 102.5, ad investire nella diffusione e nell’ascolto della canzone.

Fonte: http://m.dagospia.com/video-dago-spiega-a-striscia-il-conflitto-d-interessi-di-baglioni-salzano-suraci-scrive-a-dago-194548

 

Quella di Rocktelling

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