Il calcio nuoce gravemente alla salute

L’Inter ha vinto lo scudetto. Ok, ce ne felicitiamo. Ma c’era bisogno di radunarsi in trentamila al Duomo di Milano, per far vedere quanto siete dei bravi tifosi, ligi al dovere per la propria squadra del cuore? Vi pagano per caso? Oppure il Covid è un altro interista sfegatato che ha deciso che per un giorno poteva andare in ferie e far festa con tutti voi?

Via le mascherine, tutti uniti. Il calcio vi proteggerà da ogni male. Vero?

L’assurdità della tifoseria calcistica, non la capirò mai. Ma è possibile che dietro un pallone si perda di vista anche la priorità sulla propria vita umana e quella degli altri? Ma il cervello ve lo siete venduto insieme alle figurine di calcio che compravate da bambini?

E poi le forze dell’ordine che fanno? Restano a guardare. Aspettano che defluisca la carovana di gente per poi tornare a far finta di niente. Ma la legge è uguale per tutti o c’è qualcosa che non mi torna?

Poi, però, se una persona qualunque volesse andare a vedere un concerto o rilassarsi al cinema e al teatro, deve innanzitutto pregare che ci sia qualche evento in atto graziato dalla legge, cospargersi di disinfettante da casa, passare il controllo della temperatura, stare distanziato e indossare la mascherina anche per andare in bagno. Regole sacrosante. Però è chiaro che ci sia qualcosa che non va.

La riapertura degli stadi non è al pari di un evento “ludico” come un concerto, un film o un’opera teatrale? Anche a questi eventi si pagano i biglietti e i soldi nelle casse dello Stato entrano ugualmente. Eppure, non si può fare. Evidentemente il divertimento per l’Italia è da limitare solo al calcio. E se odi il calcio? Beh, statti a casa. Tanto c’è Netflix. Stai pure fra le 4 mura domestiche a parlare con te stesso o magari con il cane. Cos’altro ti manca?

La cultura? La vita sociale? Bazzecole. Apri l’enciclopedia se vuoi saperne di più o vediti Superquark!

Il mondo non è mai stato della cultura. Il mondo è sempre stato di quelli che producono fatturato senza sosta, costruiscono imperi finanziari per assoggettare il resto della popolazione che deve ubbidire come un cane cieco perché senza il suo “padrone” sarebbe un essere vivente disperso nel nulla cosmico.

In Italia se ti occupi di cultura sei uno sfigato. A stento arrivi a fine mese. E quelli che si possono definire “arrivati” seguono pur sempre la massa capitalistica basata sull’appiattimento del pensiero. La gente deve ridere, non pensare. E’ così. Ci possiamo lamentare quanto vogliamo ma il mondo andrà avanti sempre allo stesso modo. I lavoratori dello spettacolo non sanno cosa sia lavorare. Loro si divertono. Mica è lavoro. Passano il tempo facendo qualcosa che a loro piace fare. Sono dei privilegiati loro. E si lamentano pure? Questa è l’Italia.

Quella di Rocktelling

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