Lettere di un disco ricomposto (Parte 10/10): Un racconto a puntate sul nuovo album di Moltheni, “Senza Eredità”

Lettere di un disco ricomposto. Una rubrica che raccoglie i pensieri riportati da Umberto Maria Giardini, via social, in merito al suo nuovo lavoro discografico “Senza eredità”, raccontando ciascun brano con riflessioni e aneddoti.

Se ti sei perso la recensione completa, clicca qui, oppure rimani su questa pagina e ascolta con me il resto del disco, arricchito dai racconti di Moltheni.

L’ undicesimo ed ultimo brano di “Senza eredità” si intitola “Tutte quelle cose che non ho fatto in tempo a dirti”. Umberto Maria Giardini lo racconta così:

“Tutte quelle cose che non ho fatto in tempo a dirti” (Senza eredità, 11 dicembre 2020 – La Tempesta Dischi) – Moltheni

“Tutte quelle cose che non ho fatto in tempo a dirti” (postato via Facebook l’8 gennaio 2021)
Questo è l’ultimo appuntamento con la descrizione dei singoli brani di “Senza eredità”. Tengo tanto a ringraziarvi per l’attenzione con la quale mi avete seguito in queste settimane e per aver empaticamente condiviso con me questi piccoli dettagli.
L’ultima traccia, come saprete bene, ha un titolo lungo “Tutte quelle cose che non ho fatto in tempo a dirti” ed è dedicato a mio padre Nino.
Spesso ripenso al suo sorriso e lo rivedo ogni qualvolta vedo sorridere mio fratello Bruno. Con il babbo condivisi sempre momenti dolcissimi e preziosi, sia per il suo carattere molto loquace, sia per quel suo “non so che”, sempre calato nel buon umore. Nino oramai ridotto a 55 kg mi morì in braccio mentre dal bagno lo riportavo nel letto della sua camera nell’ospedale di Porto San Giorgio, la sera del 15 Giugno del ’95. Sono tante le cose che non ci siamo detti babbo, ma sono sicuro che tu le sai.. (Umberto Maria Giardini)

Quella di Rocktelling

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