Lettere di un disco ricomposto (Parte 3/10): Un racconto a puntate sul nuovo album di Moltheni, “Senza Eredità”

Lettere di un disco ricomposto. Una rubrica che raccoglie i pensieri riportati da Umberto Maria Giardini, via social, in merito al suo nuovo lavoro discografico “Senza eredità”, raccontando ciascun brano con riflessioni e aneddoti.

Se ti sei perso la recensione completa, clicca qui, oppure rimani su questa pagina e ascolta con me il resto del disco, arricchito dai racconti di Moltheni.

Il terzo brano di “Senza eredità” si intitola “Estate 1983”. Umberto Maria Giardini lo racconta così:

“Estate 1983” (Senza eredità, 11 dicembre 2020 – La Tempesta Dischi) – Moltheni

“Estate 1983” (postato via Facebook il 2 dicembre 2020)
Oggi vi parlo della traccia 3 del nuovo album, a firma Moltheni, che si intitola “Estate 1983”. Il brano, scritto nell’estate del 2008, racconta in maniera molto adolescenziale, ma non per questo superficiale, quella che fu la mia prima vera cotta, per Claudia Graf 🙂: una ragazzetta svizzera che con la famiglia, in estate, veniva al mare nella mia cittadina d’origine. Inutile raccontarvi delle dolcezze e dei momenti ingenui vissuti in quegli anni, fatti di cose semplici ed emozioni che scaturivano da cose altrettanto semplici. Oggi a ripensarci mi vien da ridere.. come un medioevo spennellato da una romanticità innocente e inevitabilmente perduta. L’Italia era campione del mondo, i miei genitori erano vivi, io avevo un caschetto biondo e suonavo la batteria con la mia prima band del paese; tutti rigorosamente convinti, chissà poi di cosa, ma giuro, tutti felici. Tornando ai giorni nostri, in “Estate 1983” ho voluto invitare il mio amico Carmelo Pipitone (ex Marta sui tubi) poiché sentivo (le sensazioni mi avrebbero dato ragione) che poteva essere un brano nelle sue corde. Con Carmelo ho condiviso tante giornate divertenti, assieme agli esordi con i Marta, durante un intero tour acustico e a sparare cazzate davanti a litri infiniti di birra, nei baretti bolognesi. Il destino ha voluto che in quel giorno in cui Carmelo fu convocato in studio, ci fosse con lui anche l’amico Riccardo Tesio (Marlene Kuntz, Dunk) che, a mia insaputa, volle omaggiarmi con un tappeto noise, assolutamente straordinario e perfetto sulla coda del brano. Ricordi, tecnica, misticismo e amicizia in “Estate 1983”, si uniscono in un unico abbraccio. Grazie amici ❤ (Umberto Maria Giardini)

Quella di Rocktelling

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