Lettere di un disco ricomposto (Parte 6/10): Un racconto a puntate sul nuovo album di Moltheni, “Senza Eredità”

Lettere di un disco ricomposto. Una rubrica che raccoglie i pensieri riportati da Umberto Maria Giardini, via social, in merito al suo nuovo lavoro discografico “Senza eredità”, raccontando ciascun brano con riflessioni e aneddoti.

Se ti sei perso la recensione completa, clicca qui, oppure rimani su questa pagina e ascolta con me il resto del disco, arricchito dai racconti di Moltheni.

Il settimo brano di “Senza eredità” si intitola “Nere geometrie paterne”. Umberto Maria Giardini lo racconta così:

“Nere geometrie paterne” (Senza eredità, 11 dicembre 2020 – La Tempesta Dischi) – Moltheni

“Nere geometrie paterne” (postato via Facebook il 19 dicembre 2020)
E’ sabato pomeriggio e tutto tace. Mi siedo davanti al mio computer e vi scrivo due righe su “Nere geometrie paterne”, la traccia 7 del nuovo album di Moltheni. E’ sicuramente il mio brano preferito del disco, quindi lo stimolo per parlarvene è ancora più alto e motivato. Scritto (credo) attorno al 2007, il brano fu dimenticato in una cartella, poiché fui incapace di concluderne il testo che, come forse avrete compreso, è un perfetto ricamo di rime che legano un tema, legato alla violenza di un padre verso una figlia. Di getto, qualche anno dopo, proprio a ridosso delle registrazioni del 2012 de “La dieta dell’imperatrice”, lo ripresi e lo conclusi, ma fu istantaneo comprendere che non era contestuale alle caratteristiche del nuovo disco in preparazione, suonava strano, era semplicemente un avanzo del marchio di fabbrica Moltheni, conclusosi due anni prima. Ballata completamente riarrangiata, resa tale dalla voglia di rendere tutto più morbido dell’originale (originariamente era chitarra e voce), “Nere geometrie paterne”, fluttua leggera raccontando l’accettazione amara di una ragazza adulta, schiava dei ricordi e degli abusi subiti dal padre padrone. Oggi sono tantissime le donne che trascinano un pesante bagaglio fatto di aneddoti dolorosi, mai del tutto cancellati. Questo brano dolcissimo è dedicato a loro e alla loro sofferenza inconfessabile. ❤  (Umberto Maria Giardini)

Quella di Rocktelling

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