Peter Lake

Tra le proposte d’ascolto, approvate da Rocktelling, c’è il newyorkese Peter Lake, con un nuovo Ep, che racconta l’incontro mistico tra umano ed alieno, tra sonorità alt-rock ed elettroniche.

L’incontro tra un uomo e una donna, nella fattispecie, un umano e una aliena, con tutto il mistero e la fascinazione che ne può derivare, è ciò che racconta il compositore newyorkese Peter Lake con il suo ultimo Ep ” Yellow”, uscito il 30 luglio. Solo tre tracce, direbbe qualcuno, ma non si tratta di questo.

Accompagnati da video-racconto, i brani contenuti in “Yellow”, sono la proiezione in musica di un evento magnifico e surreale, da tutti almeno una volta ipotizzato, che attraversa sentimenti come l’ amore, la perdita e l’ onore. L’elettricità vibrante dell’alieno mista alla carnalità rock del terrestre, crea uno scenario di suoni variegati, accattivanti e molto orecchiabili.

Il video-racconto inizia con “Past lives”, dove un motociclista è in viaggio verso un meta desertica che gli è apparsa in sogno attraverso le coordinate geografiche di un’ affascinante voce aliena.

“Past lives” (Yellow, 30 luglio 2021) – Peter Lake

Ispirato da una precedente relazione, Lake racconta che: “Past Lives è incentrato su una relazione romantica alle prese con un conflitto unico: credere nella reincarnazione e allo stesso tempo comprendere che la vita è per i vivi e bisogna quindi essere presenti nell’ amore che si sta vivendo. Ma come l’amore, anche la vita è provvisoria”.

La storia prosegue con “6 seconds”, dove l’aliena viene portata in giro dal motociclista, sempre più affascinato, per farle scoprire i luoghi frequentati dagli umani, le loro abitudini e gesti quotidiani.

“6 seconds” (Yellow, 30 luglio 2021) – Peter Lake

Qui Lake spiega che: “Traendo ispirazione da un discorso del 2010, tenuto dal generale John Kelly, in onore di due marines caduti e del loro atto di eroismo disinteressato, ‘6 Seconds’, commemora il rapido processo decisionale di due giovani caporali, il caporale Jonathan Yale e il caporale Jordan Haerter. Un promemoria per capire che la vita è fugace”.

Il racconto si conclude con “Blue flower blue”, dove l’intrigante aliena abbandona la Terra, lasciando in eredità dell’umano, una creatura: il bambino nato dall’unico incontro avvenuto fra di loro in questa landa deserta, che lascia presagire che sia l’inizio di una nuova specie.

“Blue Flower Blue – secondo Lake – cattura l’essenza della frase popolare ‘feeling blue’. Perdere l’amore è come cambiare il colore dei fiori e delle foglie. I colori sono spariti e anche l’amore”.

“Blue flower blue” (Yellow, 30 luglio 2021) – Peter Lake

La filosofia di Lake è che: “combinando i generi, la gamma di creazione di canzoni aumenta; una canzone che incorpora e collega al meglio gli aspetti positivi di diversi stili musicali, ha il potenziale per essere universalmente più attraente”.

I videoclip di “Yellow”, sono stati girati nella “Greater Los Angeles Area”, dal famoso regista di video musicali, Paul Boyd che ha lavorato anche per Shania Twain, Lenny Kravitz e Neon Trees. I protagonisti del racconto sono Jeremy Connors, nei panni del motociclista terrestre e Brandy Redd, nei panni dell’affascinante donna aliena. La produzione è di Eric Barrett, noto per aver collaborato alla colonna sonora del film “I’m Gonna Git You Sucka (1988)”; alla cover di Joe Cocker del brano “What Becomes of the Broken-Hearted”, incluso nel greatest hits del 1998  e sempre nello stesso anno, al brano “Love Unlimited” dei Fun Lovin’ Criminals, incluso nel disco “100% Colombian”.

 

Quella di Rocktelling 

 

 

 

 

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