Pindar – “Backgammon Vo.2 – Il lungo addio”

Dopo “Backgammon Vol.1 – La vita e il vento”, il disco d’esordio del 2020, i Pindar tornano con il secondo capitolo: “Backgammon Vo.2 – Il lungo addio”, pubblicato il 28 aprile per la “Putsch Records” di Alberto Dati, noto producer italiano.

Gli ideatori del progetto hanno identità sconosciute. Sono avatar vestiti di nero, con un casco in testa, per coprire interamente qualunque forma di riconoscimento. Molto legati alle atmosfere elettroniche anni ’80, i Pindar sanno conciliare la malinconia robotica all’energia “syntetica” della vecchia scuola, rimodellando il tutto su uno scenario avanguardista.

Già presenti nelle playlist di Rocktelling, i brani dei Pindar meritano una descrizione più approfondita. Partiamo dal nome “Backgammon”, che prende spunto da un gioco da tavola in cui, i due partecipanti, muovono le loro pedine bianche e nere, metafora delle situazioni opposte e variabili che si affrontano nella vita, perennemente in bilico sulla linea del destino.

Un racconto iniziato con il primo volume e che prosegue sospeso, senza contorni precisi di spazio e tempo, tra elementi surreali che si rincorrono in un tunnel apparentemente senza fine.

Ballata contro la paura” (2 dicembre 2021 – Putsch Records)

Atmosfere caratterizzate da piccole solitudini che tutti (chi più, chi meno) viviamo nella quotidianità frenetica delle grandi città. Strade deserte, il buio di una camera illuminata solo dalla luce di uno smartphone, piccole zone d’ombra caratterizzate dai timori sul futuro, alla luce di tutti gli avvenimenti sociali che caratterizzano questo periodo storico. Un messaggio per far fronte alle difficoltà, attraverso la condivisione di solitudini e paure. Accettare la paura diventa l’unico presupposto per poterla stigmatizzare e superare.

I giorni delle formiche rosse” (20 gennaio 2022 – Putsch Records)

Inesorabile, a tratti decadente, non lascia spazio a interpretazioni. E’ come se l’attesa, la flebile speranza di rivedersi, si fosse esaurita. “Ridatemi quel che voglio di più”, sembra quasi una preghiera rivolta al cielo, l’accettazione di un futuro diverso e, al tempo stesso, la rassegnazione di un passato che non ritornerà.

L’ assenza” (24 marzo 2022 – Putsch Records)

La lontananza di una figura cara nella vita del protagonista che, nonostante le diversità, compensava vuoti e alleviava preoccupazioni diventando, ora, un’ incolmabile malinconia.

I giorni della rosa” (28 aprile 2022 – Putsch Records)

Le incomprensioni, le lontananze, il distacco emotivo di una società concentrata, più sull’apparenza che sulla sostanza delle cose, si traducono in un disinteresse generalizzato verso la realtà che ci circonda. La libertà di amare, condizionata dal giudizio del prossimo, come anche le privazioni emotive e gli obblighi morali, diventano macigni troppo pesanti da poter sopportare.

 

Quella di Rocktelling

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