Rock My Indie – le novità di febbraio approvate da Rocktelling (parte 3)

Rock My Indie”, la playlist di Rocktelling con le novità musicali del panorama indie mondiale, a febbraio presenta:

– “Posh boys can’t do drugs” di Aboynamedblu, intrigante alternative rock dalla Germania. Il brano fa parte del disco “A room with no floor“, uscito lo scorso novembre. Frastuono di energia straripante, confusionaria, audace, elettrica, dirompente, arrabbiata. Aspetti multiformi di suoni ed effetti, si fondono insieme per proiettare l’autenticità di questo compositore emergente. Davvero notevole.

– “Wonder boy” degli EriKs Wine, frizzante electro/pop-rock dall’Italia. Il brano è incluso in “Press Play on Tape. Loading…“, primo Ep per la band, uscito lo scorso novembre. Quattro tracce ispirate ai suoni elettrici e sincopati degli anni ’80, ai videogiochi Arcade e al Commodore 64, usato, tra l’altro, come synth lungo tutto l’album. “I brani nascono dalle notti trascorse tra un vecchio mobiletto per videogiochi e i nostri amati strumenti musicali: un omaggio a chi ha vissuto gli anni Ottanta attraverso gli occhi di un bambino” – racconta la band. E’ difficile staccarsi dagli anni ’80 ma questa band ci dà dentro con freschezza e ironia.

– “S.V.P.D.A.” dei Blitz Union, industrial metal da Praga. Una ballata oscura che chiude l’album di debutto “ABSOLUTION“, pubblicato il 26 novembre per Dreamstart Music. “Spirito. Visione. Potenza. Desiderio. Azione.” Uno slogan che definisce il progetto musicale della band. Ma ne avevamo già parlato qui

– “Doorway conversation” degli Headshrinkers, elettrizzante indie/post-punk dall’Inghilterra. Con gli Headshrinkers vieni catapultato in una dimensione elettrica, scottante, alterata e divinamente sporca di rock ‘n’ roll. Con i singoli “Interrobang“, “Haggard Muggins“, “Caught between two stools” e “6:41 Sapiens“, si capisce perfettamente che i ragazzi fanno sul serio! “Doorway conversations” sarà il titolo del loro album di debutto, previsto per maggio. Ci aspettiamo forti scariche adrenaliniche. Come minimo!

– “Otherside of me” dei Giant Head Collective, energico southern rock dal Regno Unito. Il singolo è inserito in “Pandora’s box“, il loro ultimo disco. Con intense chitarre in un vortice di romanticismo rock, “Otherside of me” è stato prodotto da Stuart McCredie (Fratellis, Texas, Blue Nile, Kelly Clarkson e molti altri) e comprato da un editore per utilizzarlo come colonna sonora adatta per film e TV. 

– “Deuil” dei Resilience, dark/indie-rock dalla Francia. Musica incandescente dove il conscio e l’inconscio si incontrano intrecciandosi nel caos della psiche e della vita, in varie forme. Chitarra, basso, batteria, sintetizzatori e voce. Tutto è costruito attorno al concetto di resilienza, necessaria per affrontare i traumi del passato e diventare attori della propria guarigione ricostruendoci un’ armatura più lucente.

– “Ballata contro la paura” dei Pindar, poetico duo electro-wave dall’Italia. Dopo “Backgammon Vol.1 – La vita e il vento”, il disco d’esordio del 2020, i Pindar tornano con il secondo capitolo: “Backgammon Vo.2 – Il lungo addio”, in uscita il prossimo 28 aprile per la “Putsch Records” di Alberto Dati, noto producer italiano. Gli ideatori del progetto hanno identità sconosciute. Sono avatar, vestiti di nero con un casco in testa per coprire interamente qualunque forma di riconoscimento. Molto legati alle atmosfere elettroniche anni ’80, i Pindar sanno conciliare la malinconia robotica all’energia “syntetica” della vecchia scuola, rimodellando il tutto su uno scenario avanguardista.

Ballata contro la paura” è il primo singolo estratto dal nuovo disco. Con un video che riprende frammenti di scene metropolitane in time lapse, i Pindar raccontano la solitudine nei nostri tempi. Sobborghi dalle tinte chiaro-scure, strade trafficate e poi deserte, il buio di una camera, illuminata solo dalla luce di uno smartphone, rappresentano quelle piccole zone d’ombra che alimentano i nostri timori sul futuro. “Il messaggio della canzone punta sulla capacità di far fronte alle difficoltà, attraverso la condivisione di solitudini e paure. Accettare i propri timori, diventa l’ unico presupposto per poterli stigmatizzare e superare” – spiegano i Pindar.

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Quella di Rocktelling 

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