Rock My Indie – le novità di maggio approvate da Rocktelling

“Rock My Indie”, la playlist di Rocktelling con le novità musicali del panorama indie mondiale, a maggio presenta:

– “Saint Lazare” dei Big in Congo, funky prog sperimentale dalla Francia. “Summer ends” è il loro disco d’esordio, fatto di sperimentazioni, rotture di genere, passando da uno stile all’altro con scioltezza e strafottenza. Arriva un suono articolato e interessante, piacevole e limpido. Ottimo esordio.

– “Dark City” dei Dead Adventurers, elettrico post-punk dagli Stati Uniti. Con tre singoli all’attivo, tra post-rock, electrowave e punk, i Dead Adventurers, hanno subito mostrato il loro lato oscuro e variegato. Ci piace questo esordio.

– “Her Majesty of Void” dei Soft Psychosis, electrowave dagli Stati Uniti. “Evolve” è il disco d’esordio: un tuffo nell’oscuro mare della new wave, tra onde elettroniche “depechemodiane” e onde più introspettive e melodiche, “davidbowiane”.  Hanno preso spunto dai migliori, perciò il risultato non poteva essere deludente. Un buon inizio anche per loro!

– “Purple Sky” dei Painkillers, potente rock-wave dal Regno Unito. Painkillers è il progetto solista dell’artista Jason Hughes, cantautore gallese di Anglesey. “Sit down“, l’album pubblicato lo scorso 5 novembre per Spader Records, è il suo primo tentativo di scrivere e produrre un intero disco per conto suo. Jason soffre di un problema degenerativo cronico alla schiena. Ha trascorso gli ultimi due anni a fare i conti con la sua disabilità e ciò l’ha portato a diventare un genitore single di 4 figli, dopo che sua moglie lo ha lasciato a causa dello stress che la disabilità ha portato nelle loro vite. Ma ne è uscito più forte e determinato. Si è costruito un mini studio a casa imparando a registrare e produrre musica da solo. Il suo album ha raccolto diverse recensioni positive. Ora anche Rocktelling!

– “Baby It’s Over” di Zirah Maeri, elettrizzante indie-rock dalla Francia. Grandioso esordio musicale per questa cantautrice che spiazza con la sua grinta vocale. Una sorta di moderna Patty Smith, semplice nel look ma potente nello stile musicale. Un pezzo dinamico, che già va da sé, ma è la voce a dare la verve adeguata. Ci si concentra ad ascoltare solo lei. Sembra quasi che la musica segua l’energia delle sue note vocali e non il contrario. Davvero un ottimo esordio!

– “All The Things” dei Molly Pepper, travolgente electro-rock dalla Francia. Graffianti, elettrici, cool. “Ep1” è il loro esordio discografico. Tra scariche adrenaliniche electro-rock, colpi di punk e melodiose carezze, questa band sa come farsi notare.  

– “Marrow Gold” di Ben Leece, melodioso country/rock dall’Australia.

– “Sono Un Uomo” dei Deshedus (feat. Alberto Fortis & Tony Cicco), conturbante indie-rock dall’Italia. Un po’ glam, un po’ beat, questo pezzo è creato ad “hoc” per scioccare. Merito delle sapienti mani di Alberto Fortis e Tony Cicco. E’ evidente. C’è da dire, comunque, che la band se la cava abbastanza bene anche da sola. Rock amarcord anni ’70, quello delle band italiane ribelli e capellone. Una ventata nostalgica ma con un riverbero potente e ancora attuale. Bravi!  

– “La vie en rose” di Alessia Raisi, adrenalinica cover punk-rock dall’Italia.

– “Cave” di Definitely Barney, accattivante indie-rock dal Regno Unito. Un po’ alla “Black Keys”, il sound di questa band riesce a racchiudere, con semplicità, tutta l’essenza graffiante del rock.

– “October Sunday” dei One.More.Beer, travolgente prog rock dall’Italia. Un brano strumentale, energico, stimolante. Un’ immersione nelle caleidoscopiche atmosfere alterate del progressive anni ’70, con rispetto e modestia. Tre amici, una chitarra, un basso e una batteria, nel silenzio di una sala prove, la sera prima del lockdown che ha stravolto la vita di tutti. Così è nato il loro progetto. La musica è unione, prima di tutto. E questi ragazzi modenesi sono riusciti a fermare quegli ultimi momenti di sana libertà, in musica. E continuano a farlo.

– “Moment Of Joy” dei Firebug, stregante psych/folk-rock dagli Stati Uniti. E se vi dicessi che i tempi di Woodstock son tornati? Intreccio mistico di fuoco, sangue e passione fanno di questa band, made in “United States”, una colonna sonora per i vostri viaggi mentali a suon di rock, psichedelia e antico folklore. Questo singolo punta più sul blues alla “Janis Joplin” ma il risultato è il medesimo!

– “Wake Up the Neighborhood” di Ava Toton, grintoso hard rock dagli Stati Uniti. Dodici anni, l’amore per il rock e due Ep all’attivo. Una sorta di Courtney Love in miniatura, questa ragazzina che canta già da rocker matura, suona la chitarra elettrica e compone tutto da sola. Un portento di bravura e tenacia. Bisogna starle dietro!

– “Life by the window” di Venture Island, solare funky/rock dalla Svezia. Il singolo segna l’esordio di questo artista!

– “Capitolo” dei Sun Smash Palace, solare indie/funk-rock dal Lussemburgo. Dopo l’Ep del 2020, “The bar is the only church I need” e il disco omonimo del 2021, la band sforna quest’altro nuovo singolo (il precedente ‘Do you know what I mean’ è stato incluso in Rock My Indie di aprile), dal calore avvolgente delle chitarre, un po’ alla “south rock”.

– “Spettro” dei The Dead Man In L.A., ammaliante rock/stoner dall’Italia. Li avevamo conosciuti con “Il giorno di polvere” brano incluso nel loro primo disco “Allineamento caotico” del 2021 e ora tornano con questo secondo singolo amabilmente inquietante con la giusta miscela di frastuoni rockeggianti e atmosfere tetre che lasciano riflettere ed immaginare mondi invisibili a noi.

– “Lucky” dei World Government, avvolgente electro-rock/ambient da Cipro. Dopo il singolo “Rain,drops” incluso in Rock My Indie di aprile, la band torna con questo nuovo pezzo dalle atmosfere accoglienti e sognanti.

– “Voces” dei Tunnl19, energico indie-rock da Porto Rico. Tutta l’energia del rock, sostenuta dal carisma della lingua spagnola, fanno di questa band un interessante esordio.

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