Rock My Indie – le novità di marzo approvate da Rocktelling (parte 2)

Rock My Indie”, la playlist di Rocktelling con le novità musicali del panorama indie mondiale, a marzo presenta:

– “It’s alright (The Storm)” dei Manic Mice, melodico southern rock dal Brasile. “La canzone parla della vita nelle grandi città, che per quanto sia problematica e caotica, al tempo stesso è imprevedibile. Perciò dobbiamo provare a credere che il ‘sole brillerà sempre’ e che le cose, inaspettatamente, si risolveranno” – racconta la band. In attesa del loro disco di debutto, ascoltate i singoli, finora usciti, qui.

– “Rum” di Harrison Rimmer, amorevole country-rock dal Regno Unito. “Ho scritto questa canzone nel periodo in cui, io e il mio compagno, stavamo viaggiando per l’Australia con la nostra Hyundai Getz, nel 2010. Partendo da Adelaide, poi fino a Darwin, viaggiando verso est e seguendo la costa verso il basso, suonando in pub, club, bar. Ovunque pur di avere i soldi necessari per pagarci benzina, cibo e una stanza per la notte. È stato così divertente e ne sono grato!” – racconta Rimmer. In attesa dell’uscita del suo album di debutto, “Larkholme”, ascoltate i suoi singoli, qui.

– “I love you more than you do” dei WalrusPark, appassionante indie-rock, dalla Francia. Tutto il meglio delle atmosfere romantico-melodiche del brit-pop anni ’90, chitarre dai ritmi armonici anni ’80 e richiami al rock anni ’70, con atmosfere psych anni ’60. In questo mix di roba, ne viene fuori un ascolto elettrico, vibrante ed ammaliante. Il disco d’esordio, è del 2020 “Warlus Park“, poi arriva “Westbound” che include il singolo in questione. Vi consiglio di ascoltarli entrambi.

– “Little buddy” dei King Kong Zilla, stupefacente psychedelic funk-blues, da San Francisco. Secondo singolo per questa band esordiente, fortemente ispirata a gruppi come Funkadelic e Frank Zappa. Anche il singolo d’esordio, “Dave the wave“, segue la scia camaleontica di Zappa, attraversando con entusiasmo, sonorità più psych e prog, addolcite qui e la, in veste strumentale. Non resta che aspettare il disco!

– “Keep the nightmares out” di Joe Peacock, straordinaria rock ballad melanconica, dal Regno Unito. Questo capolavoro di brano è incluso in “Before the robots told us where to go“, secondo album dell’artista, pubblicato un anno dopo “I’m only here“, il disco d’esordio. Nella musica di Peacock è inevitabile trovare il richiamo ai Radiohead e a tutta quella sfera melanconica, radiosa e rumorosa come gli stati d’animo che la attraversano. Tutto sommato non male, ci sono buone idee ma la perfezione è racchiusa in questa ballad.

– “Dialogue of a mad man” di Julian Leucht & The Night Bus Strangers, intraprendente folk-blues dalla Germania. Il singolo preannuncia l’uscita di “PanAm to Panama”, terzo disco per la band, dopo “III” del 2017 e “The american symphony” del 2019, con affinità sorprendenti tra rock, blues e suoni orchestrali. Questa band ha una particolare energia creativa, capace di evolvere, rinnovare e rimodellare, in maniera più vivace e attraente, il folk e il blues, come noi conosciamo.

– “You Need Me” dei Blue Channel, trio power rock sperimentale, nato tra Portorico e gli Stati Uniti. Descrivere il loro sound, è un po’ come sentire gli Oasis che si sbizzarriscono su assoli di chitarra alla Jimi Hendrix. Detta così, sembra una cosa stramba. Invece funziona!

– “Get out” degli After Us, alternative metal dalla Francia. Li avevamo lasciati con il singolo “City Lights” dai toni più gothic. Ora tornano con un singolo più rock/metal, melodico e combattivo. “Breaking the dark” è il loro primo Ep. Quattro tracce di melodica e inebriante elettricità metal. Un promettente inizio.

– “Rat Race” dei Rotfang and the Reptilians, scatenato noise rock dalla Finlandia. Dopo “Breakneck”, il singolo d’esordio, inserito a gennaio in Rock My Indie, ora arriva questa nuova traccia punk/noise che spettina tutti!  Di loro, ne avevamo già parlato qui.

– “Bachelor kisses”, travolgente cover shoegaze degli Oceans, dall’Australia. Presa dall’originale dei Go-Betweens, in stle post rock, gli Oceans trasformano (e direi anche, migliorano) l’esecuzione con il romanticismo incantevole dello shoegaze, ben saldato da una solida gran cassa ed elettricità a profusione. Gli Oceans ricordano molto lo stile dei Cigarettes After Sex ma in versione decisamente più dirompente! Dopo l’Ep d’esordio “Come so far“, del 2021, gli Oceans tornano con un nuovo Ep, sempre di 4 tracce ma stavolta suonate dal vivo al Danger Tone Studio di Melbourne. Mi auguro davvero che questa band possa raggiungere il successo meritato, quanto prima!

– “Keep the head up” dei The Verge, sfrontato alternative pop/rock dalla Francia. Dopo l’album d’esordio “Million years“, del 2019, arriva “Eccentric girl“: dodici tracce spensierate, vivaci, elettriche, divertenti e sfacciate. Un’ ottima scoperta!

– “Get up” dei Blitz Union, energico industrial metal dalla Repubblica Ceca. Della band ne avevamo già parlato qui.

– “Good riddance” degli Abnorm, prorompente pop-punk dal Regno Unito. Tre singoli: “Citrus“, “Everything temporary” e quest’ultimo, “Good riddance“. Un po’ Paramore, un po’ Avril Lavigne ma con una verve più matura. Chissà cosa ci prospetterà il disco d’esordio!

Ascolta “Rock My Indie” su YouTube e Spotify
(Quella di Rocktelling)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

[BODY] GRAPHIC BY: KIARA PORTRAITS [/BODY]