Synchronizer, l’avventura musicale dei Piqued Jacks

Vi ricordate i Piqued Jacks? Bene, ora l’attesa è finita. Synchronizer, è fuori! Mentre i Piqued Jacks sono letteralmente fuori di testa! Per promuovere l’uscita del loro terzo disco, hanno pensato di lanciarsi dal paracadute, in uno spettacolo di skydiving sulla città di Lucca con concerto post-volo! Il tutto ripreso in diretta Facebook.

Se ve lo siete perso, cliccate qui:

Piqued Jacks / SYNCHRONAIR – Skydiving Party & Live Stream Concert

Più che un disco, Synchronizer ha rappresentato un’ avventura per questi 4 ragazzi lucchesi. Tutto del disco, a partire dalla creazione della copertina allo studio dei brani, ha un significato che ha preso forma sotto diversi aspetti. Coincidenze, fato, ricerca. Ottimismo. Questa è la parola chiave per descrivere questo lavoro. Ed è ciò che traspare anche dall’attitudine che la band ha mostrato nei confronti del “fare musica” oggi. Non si sono fermati davanti a niente. Quando ci credi veramente in ciò che fai, non c’è lockdown che tenga.

Sentite un po’ la storia che c’è dietro Synchronizer:

La copertina e lo stormo di uccelli

Un disco registrato nell’estate 2020 e vissuto come unico “credo” dalla mattina alla sera, per un mese intero, in un ritiro spirituale nel bel mezzo della campagna tra Modena e Reggio Emilia, quando il mondo sembrava essere tornato per un attimo alla normalità. Niente auto, niente TV, niente contatti con l’esterno e 4 biciclette, unico collegamento tra la casa e l’Esagono.

È proprio durante uno di quei viaggi che – incredibile ma vero – la band ha visto davanti ai propri occhi, la scena già disegnata in copertina: loro quattro, soli in mezzo ai campi e, sopra le loro teste, un piccolo gruppo di quattro uccelli che ha volteggiato per un po’, prima di unirsi al grande stormo. Come fosse un segno, a voler dire loro, che la strada era quella giusta.

Il viaggio in Inghilterra e la produzione del disco

Con un hard disk e il loro fonico di fiducia, sono poi partiti per il Regno Unito a incontrare i tre produttori che avevano, fin lì, seguito i lavori a distanza. L’avventura inglese è iniziata in una Londra semi-deserta e surreale, divisa tra le notti in motel e le giornate sul divano del 123 Studio di Brett Shaw (Florence + The Machine), circondati da dischi d’oro e una splendida strumentazione vintage.

Poi l’incontro con un gigante come Julian Emery (Nothing But Thieves) nei leggendari Matrix Studios. Breve ma lungo a sufficienza per confezionare una performance vocale, curata in ogni sua sfumatura.

Infine, il ricongiungimento speciale con Dan Weller (Enter Shikari), già produttore del disco precedente, nella piccola cittadina di Stoke, vivendo fianco a fianco nei Silk Mill Studios e condividendo l’alloggio fino ad un ultimo, emblematico viaggio insieme, nella notte della campagna inglese riascoltando in auto, quanto appena concluso.

(Synchronizer, 19 marzo 2021 – Inri Records) – Piqued Jacks

Quella di Rocktelling 

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PIQUED JACKS

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