“The cracks of the soul”, il graffiante disco rock di She Nothing, in anteprima su Rocktelling

Esce il 15 febbraio “The cracks of the soul“, il primo disco di She Nothing, che potrete ascoltare, in anteprima esclusiva, su Rocktelling.

Un folk rock graffiante quello di She Nothing, nome d’arte della cantautrice romana, Valentina Sguera, che con la voce ha creato l’emblema del suo stile: sporco, ruggente, sardonico e istintivo, arrivando a toccare le corde interiori, come il buon rock dovrebbe sempre fare.

Se dovessi definire questo disco in una frase, direi che è come sentire Nick Cave e Patty Smith che danzano in una stanza, circondati da candele all’assenzio seguendo le loro ombre, in movenze sciamaniche.

Come in una sfera magica, da cui si può leggere nella mente, le dieci tracce racchiuse in The Cracks Of The Soul, raccontano vite, pensieri e sogni di un vivere odierno, pieno di fragilità e incertezze a cui la cantautrice si ribella impugnando la sua chitarra ruvida, un po’ dark, un po’ pulp. Ne avevamo avuto un degno assaggio dai singoli precedenti: Woman e Rabbit Hole.

Woman” è una viscerale rock ballad che “vuole disperatamente porre l’attenzione sul delicato tema della violenza sulle donne – spiega la cantautrice puntualizzando che – il colore rosso del sangue è femminile, non femminicidio”.

Woman” (25 novembre 2020 – Paolo Fattorini) – She Nothing

Mentre “Rabbit hole“, con il riff di chitarra baritona, è un brano che She Nothing definisce “nascosto” perché “fa venire voglia di ballare ma in realtà, porta dentro la drammaticità di tutti gli altri. Racconta il desiderio di trovare casa o forse di trovare qualcuno che, in qualche modo, ci faccia sentire a casa. E’ un universo parallelo che prova ad inghiottirci se non veniamo salvati (who’s give me a ride home)”.

Rabbit hole” (11 gennaio 2021 – Paolo Fattorini) – She Nothing

Poi arriva “I wanna get rich“, il singolo in uscita insieme al disco, il 15 febbraio, che potrete ascoltare insieme al resto dell’album, cliccando sul link alla fine dell’articolo.

I Wanna Get Rich –  racconta She Nothing – è forse il brano più significativo per me, quello che mi tocca di più le corde dell’anima. Muovo accuse pesanti contro le lobby, contro un mondo consumistico (“I wanna get rich to buy things I don’t need”) e anche contro un cattolicesimo spento. Parlo anche dell’immortalità, intesa come lasciare ai posteri qualcosa per cui valga la pena essere ricordati, magari una canzone”.

Ciò che fa la differenza alla solita rock ballad è la scelta di un Fender Bass VI, dal suono “ferraglioso”, lo stesso utilizzato dai Beatles per Helter Skelter, dai Cure e anche dai Placebo per Pure Morning. “È riuscito a restituire al messaggio del testo quella durezza sonora che le parole già hanno” – conclude She Nothing.

Sulla scia di Henry Lee (celebre brano di Nick Cave cantato insieme a PJ Harvey), in una veste più rabbiosa e ritmata, c’è My Soul, un brano con lo sguardo verso il passato in cerca delle origini del proprio essere.

“In My Soul, mi metto a nudo e parlo della mia infanzia. Quando ero piccola, giravo intorno a me stessa come fanno i monaci dervisci, quasi per entrate in contatto con i miei sogni. Ero molto introspettiva, parlavo poco e vivevo nel mio mondo. Molte persone mi definivano ‘strange’. Avevo delle visioni, quasi paranormali, che ancora oggi mi sono rimaste. All’epoca soffrivo per questa non omologazione, oggi ne sono felice. Penso che la diversità sia una cosa bellissima in un mondo dove tutti vorrebbero essere dei cloni” – confessa la cantante.

The Cracks Of The Soul è il risultato di un vero e proprio flusso di coscienza che ha spinto la cantautrice She Nothing, a buttar giù i brani rovesciandoli immediatamente sulla sua chitarra per poi presentarli al suo produttore, Paolo Fattorini, che all’inizio diceva di lei:

“Mi sono trovato di fronte ad una ragazza apparentemente timida e molto curata nell’estetica che mi ringraziava, di continuo, per il tempo che le stavo dedicando. Mi chiedeva di ascoltare, anche solo piccoli frammenti, delle canzoni che aveva scritto negli ultimi giorni. Inizialmente, ero piuttosto prevenuto e poco fiducioso perché, la sua immagine, mi rimandava ad un mondo musicale lontano dalle mie corde. Ma, non appena inclinò la testa per suonare e cantare, fu come se la ragazza ‘patinata’ e ‘per bene’, fosse stata scaraventata a calci in culo, fuori dallo studio, da una personalità potente, ruvida, assolutamente poco formale e diretta, volgare e sfrontata, con un alone di dolore e malinconia che la avvolgevano in una bolla di fascino ed empatia. Rimasi colpitissimo, sia dal materiale che mi graffiava l’anima, che dalla distanza che intercorreva tra, la sua vera essenza, e le sue maschere societarie”.

Cosa dire di più su questa ragazza.

Che la strada del rock ‘n’ roll, ti sia sempre favorevole!

 

Ascolta il disco in anteprima 

THE CRACKS OF THE SOUL

 

Quella di Rocktelling

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