Torna la psichedelia con “Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” il singolo d’esordio di SOLO

Tra le proposte d’ascolto, approvate da Rocktelling, c’è il rock psichedelico di SOLO.

Se vi mancano le sonorità psych anni 60, e siete fans del periodo più sperimentale dei Beatles e Pink Floyd, allora siete nel posto giusto. Rocktelling vi presenta “Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)”, il brano del musicista e compositore campano, Giuseppe Galato, in arte SOLO.

“Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” (14 febbraio 2021 – SOLO)  SOLO

Al brano, totalmente registrato da SOLO, ha collaborato Edoardo Di Vietri dell’Hexagonlab Recording Studio per pianoforte, mixing e mastering.

Sentite cosa racconta l’artista:

Suono binaurale

“Sono sempre stato un fan della psichedelia della seconda metà degli anni ’60, principalmente anglosassone. È stato del tutto naturale, quindi, scrivere un brano ispirandomi a quelle sonorità, implementando il “fattore psichedelia” aggiungendo una spazializzazione di tipo binaurale, in modo che i suoni non passassero solo da destra a sinistra (e viceversa) ma avvolgessero totalmente l’ascoltatore”.

Effetti

“Tutti i suoni presenti nel brano sono, infatti, registrati a partire da una chitarra. Mi sono divertito a ricreare suoni peculiari, tutti diversi fra loro, utilizzando l’EBow e tutta una serie di effetti a pedale che vanno dai synth al Whammy, dai phaser al delay (mandandolo in autoscillazione), wha wha e via dicendo, utilizzandoli in maniera non necessariamente canonica, dando vita a un marasma di deliri acustici”.

Suoni domestici

“Oltre a voce, chitarre e basso, anche le percussioni le ho registrate da solo, in maniera alquanto peculiare, utilizzando bicchieri (l’idea l’ho rubata da “Sing this all together” dei Rolling Stones), pentole, cucchiai, scarponi e altri oggetti che mi dessero un suono percussivo”.

“Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” è il primo singolo di un disco che è ancora in fase di realizzazione. Se i presupposti sono questi, ne verrà fuori un capolavoro.

Quella di Rocktelling 

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